La prima grande differenza: non c’è una società centrale che incassa tutto

Nel network tradizionale esiste normalmente una società centrale.

La società vende il prodotto, incassa il denaro e, successivamente, riconosce commissioni, premi o compensi alla propria rete commerciale.

Nel network decentralizzato la logica è completamente diversa.

Non esiste un unico soggetto che incassa tutte le vendite per poi redistribuire successivamente il denaro.

Quando viene effettuato un acquisto, l’incasso viene assegnato direttamente e immediatamente, secondo le regole previste, agli utenti che in quel momento ne hanno diritto.

In altre parole:

il 100% del valore della vendita viene attribuito direttamente agli aventi diritto, senza passare da una cassa centrale che deve poi redistribuirlo.

Questo cambia profondamente il concetto stesso di network.

Ogni collaboratore non è semplicemente qualcuno che segnala un prodotto in cambio di una commissione.

Diventa, di fatto, un venditore indipendente di prodotti e servizi condivisi all’interno della rete.

Una rete di venditori indipendenti

Immaginiamo una piattaforma nella quale vengono messi a disposizione corsi, servizi digitali, abbonamenti, consulenze o altri prodotti.

Ogni utente abilitato può scegliere di promuovere questi prodotti alla propria rete di contatti.

Quando nasce una vendita, il sistema sa già quali soggetti devono ricevere il relativo incasso.

Non bisogna quindi aspettare che una società centrale faccia conteggi a fine mese, elabori commissioni o effettui successivamente i pagamenti.

La distribuzione economica è parte stessa della vendita.

È come se ogni utente avesse a disposizione un catalogo condiviso di prodotti e servizi da proporre, pur rimanendo un soggetto indipendente.

La forza del modello nasce proprio da qui:

molti venditori indipendenti possono promuovere gli stessi prodotti, sviluppando contemporaneamente la propria rete.

Un vantaggio importante per chi possiede un prodotto digitale

Per chi crea un prodotto digitale, uno dei problemi principali non è soltanto realizzarlo.

È riuscire a venderlo.

Si può avere un ottimo corso, un software, una consulenza, una membership o un servizio online, ma senza distribuzione il prodotto rischia di rimanere invisibile.

Il network decentralizzato può trasformare questo problema in un’opportunità.

Il produttore mette il proprio prodotto a disposizione della rete.

Gli utenti hanno interesse a promuoverlo perché possono partecipare economicamente alle vendite generate.

Nasce così una vera forza commerciale distribuita.

Invece di affidarsi esclusivamente alla pubblicità tradizionale, il prodotto può essere promosso da una rete di persone che hanno un interesse diretto nel farlo conoscere.

Non bisogna costruire ogni vendita da soli

La differenza più importante rispetto alla vendita tradizionale è la capacità della rete di moltiplicarsi.

Immaginiamo che Marco presenti il sistema a Lucia.

Lucia coinvolge Paolo.

Paolo coinvolge Anna.

Anna coinvolge altre persone.

Marco non deve quindi conoscere personalmente tutti coloro che entreranno in seguito.

La sua rete può continuare a crescere attraverso l’attività delle persone che ne fanno parte.

Ogni collaboratore può contemporaneamente vendere e sviluppare una propria rete.

Questo crea un effetto moltiplicatore.

Una persona può raggiungere dieci persone.

Quelle dieci possono raggiungerne cento.

Quelle cento possono raggiungerne molte altre.

La vera forza non è quindi soltanto la vendita diretta.

È la capacità della rete di continuare a svilupparsi.

La compressione dinamica: il valore può arrivare anche dai livelli più profondi

Un altro elemento fondamentale del sistema è la compressione dinamica.

Il nome può sembrare tecnico, ma il funzionamento è semplice.

Immaginiamo una rete composta da più livelli.

Marco ha coinvolto Lucia.

Lucia ha coinvolto Paolo.

Paolo ha coinvolto Anna.

Anna sviluppa a sua volta una rete molto più ampia.

In un sistema rigido, se una persona intermedia non possiede i requisiti necessari per ricevere un determinato incasso, quella posizione potrebbe diventare inutilizzabile.

Con la compressione dinamica, invece, il sistema può continuare lungo la rete fino a individuare il primo soggetto che possiede i requisiti previsti.

Questo significa che una rete non viene limitata solamente ai primi livelli visibili.

Può continuare a generare opportunità anche grazie all’attività sviluppata molto più in profondità.

In pratica:

più la rete cresce, più aumentano le possibilità che il volume generato al suo interno produca benefici anche per chi ha contribuito a costruirla in precedenza.

Il lavoro non si limita alla vendita diretta

Questo è un punto essenziale.

Nel network decentralizzato non conta solamente quante vendite riesce a fare personalmente un utente.

Conta anche la rete che riesce a costruire.

Se una persona sviluppa una rete sana e attiva, nel tempo le vendite possono essere generate anche da utenti che si trovano diversi livelli più sotto.

La compressione dinamica serve proprio a rendere questa rete meno rigida e più efficiente.

Il risultato è un sistema che premia non soltanto il singolo atto di vendita, ma anche la capacità di creare relazioni e sviluppare una rete.

Il ruolo dei promoter

Accanto agli utenti che sviluppano la rete esiste poi un altro ruolo molto importante: quello dei promoter.

Il promoter può coinvolgere attività commerciali, professionisti, aziende, ristoranti, negozi o altri soggetti interessati a utilizzare i servizi messi a disposizione dalla piattaforma.

Il suo compito non è semplicemente “portare dentro” una nuova attività.

Il vero interesse nasce quando quell’attività comincia a generare volume.

Immaginiamo un promoter che coinvolga dieci ristoranti.

Questi ristoranti iniziano a utilizzare il sistema, pubblicano offerte, generano vendite, attirano clienti e producono nuove transazioni.

Il promoter può quindi essere remunerato in relazione al volume complessivo generato dalle attività che ha contribuito a coinvolgere.

Questo crea un incentivo molto più sano rispetto a una semplice commissione iniziale.

Il promoter ha interesse che l’attività funzioni davvero.

Ha interesse ad aiutarla.

Ha interesse che continui a utilizzare il sistema.

Ha interesse che generi volume nel tempo.

Produttori, utenti e promoter hanno interessi allineati

La forza del modello nasce proprio dall’allineamento degli interessi.

Chi possiede un prodotto vuole aumentare le vendite.

Chi sviluppa la rete vuole far crescere il proprio network.

Chi promuove un prodotto vuole generare vendite.

Il promoter vuole coinvolgere attività capaci di generare volume.

Le attività commerciali vogliono trovare nuovi clienti.

La piattaforma ha interesse che tutto l’ecosistema continui a crescere.

Ognuno parte da una motivazione diversa, ma tutti contribuiscono allo stesso obiettivo:

aumentare il numero delle relazioni, delle vendite e delle opportunità generate dalla rete.

Non una struttura centrale, ma un’infrastruttura condivisa

Il ruolo della piattaforma cambia completamente.

Non deve necessariamente comportarsi come un’azienda che vende tutto direttamente.

Può diventare soprattutto un’infrastruttura che mette in relazione:

  • prodotti;

  • venditori indipendenti;

  • clienti;

  • promoter;

  • attività commerciali;

  • reti di utenti.

Le regole stabiliscono chi ha diritto a ricevere il valore generato da una determinata vendita.

Il sistema applica quelle regole nel momento stesso in cui avviene l’operazione.

Questo rende il network molto più vicino a una rete commerciale distribuita che a una classica organizzazione nella quale tutto passa necessariamente attraverso una sede centrale.

Un catalogo condiviso che può continuare a crescere

Uno degli aspetti più interessanti è che la rete non deve necessariamente nascere intorno a un solo prodotto.

Oggi può essere promosso un corso.

Domani un servizio digitale.

Successivamente una consulenza.

Poi un abbonamento.

Poi ancora i servizi di un’attività commerciale.

La rete rimane.

I prodotti possono cambiare e aumentare.

Questo significa che un collaboratore non deve necessariamente costruire una nuova rete ogni volta che nasce un nuovo prodotto.

Può continuare a utilizzare la rete che ha già sviluppato.

Ed è qui che il modello acquista una prospettiva più ampia.

Il vero patrimonio è la rete

Un prodotto può avere successo oggi e perdere interesse domani.

Un servizio può essere sostituito.

Un mercato può cambiare.

Ma una rete di persone, clienti, venditori indipendenti, promoter e attività commerciali può continuare a generare opportunità anche quando cambiano i prodotti.

Per questo il vero patrimonio non è solamente ciò che viene venduto.

È la rete che si costruisce intorno alle vendite.

Per chi possiede un prodotto digitale significa poter contare su una rete di persone motivate a promuoverlo.

Per chi entra come collaboratore significa poter diventare un venditore indipendente di più prodotti e servizi, senza dover necessariamente crearli personalmente.

Per chi sviluppa una rete significa poter beneficiare anche dell’attività generata più in profondità grazie alla compressione dinamica.

Per i promoter significa poter costruire un portafoglio di attività commerciali e partecipare al volume che queste contribuiscono a generare.

Dal network tradizionale al network decentralizzato

La differenza, alla fine, può essere riassunta in poche parole.

Nel modello tradizionale:

la società vende, incassa e successivamente remunera la rete.

Nel modello decentralizzato:

la rete vende e il valore generato viene attribuito direttamente, al momento della vendita, ai soggetti che ne hanno diritto.

È un cambiamento apparentemente semplice, ma profondo.

Perché trasforma una rete di semplici collaboratori in una rete di venditori indipendenti che condividono prodotti, opportunità e interesse alla crescita dell’intero ecosistema.